7 spiagge tropicali più belle al mondo ma poco conosciute

Quando si parla di spiagge tropicali, la mente corre subito alle Maldive, a Bora Bora, a Zanzibar o alle Seychelles. Destinazioni spettacolari, certo, ma anche tra le più conosciute e, in alcuni periodi dell’anno, tra le più affollate.

Eppure il mondo è pieno di spiagge tropicali da sogno che riescono ancora a regalare quella sensazione di aver scoperto un angolo di paradiso tutto per sé.

Ne abbiamo scelte sette, distribuite in diverse parti del pianeta. Alcune si trovano su isole remote, altre sono più facili da raggiungere ma restano fuori dagli itinerari più scontati. Tutte hanno qualcosa in comune: paesaggi spettacolari e quell’atmosfera da paradiso tropicale che rende difficile dimenticarle.

🏖 Le sette spiagge a colpo d’occhio

Spiaggia Dove si trova Periodo migliore Come si arriva
Bang Bao Beach Koh Kood, Thailandia Novembre – aprile Volo per Trat, poi traghetto
Juara Beach Tioman, Malesia Marzo – ottobre Traghetto da Mersing o Tanjung Gemok
One Foot Island Aitutaki, Isole Cook Maggio – ottobre Volo da Rarotonga, poi escursione in barca
Cayo Jutías Pinar del Río, Cuba Novembre – aprile Su strada da Viñales, circa 65 km
Nosy Iranja Madagascar nord-occidentale Aprile – ottobre Escursione in barca da Nosy Be, circa 1 h 30
Nacpan Beach Palawan, Filippine Dicembre – maggio Via terra da El Nido, circa 20 km
Anse Source d’Argent La Digue, Seychelles Tutto l’anno Traghetto da Praslin, poi bici o a piedi

I periodi indicati sono orientativi: nei tropici le stagioni variano di anno in anno. Verifica sempre le condizioni della destinazione specifica prima di prenotare.

Bang Bao Beach, Koh Kood (Thailandia)

Bang Bao Beach, Koh Kood

La Thailandia è una delle destinazioni tropicali più amate al mondo, ma non tutte le sue isole hanno lo stesso volto. Koh Kood, nel Golfo di Thailandia vicino al confine con la Cambogia, è una delle mete più interessanti per chi cerca mare e tranquillità lontano dalle località più affollate.

Bang Bao Beach è una piccola baia circondata dalla vegetazione tropicale. La sabbia chiara incontra un’acqua limpida e poco profonda, mentre alle spalle della spiaggia la natura resta protagonista.

L’atmosfera è molto diversa da quella delle località thailandesi più conosciute: qui il ritmo è lento e le giornate sembrano seguire soltanto quello del sole e delle maree.

Il periodo più favorevole coincide con la stagione secca, da novembre ad aprile. È una scelta interessante soprattutto per chi vuole scoprire un’isola ancora poco battuta dal turismo internazionale.

Juara Beach, Tioman (Malesia)

Al largo della costa orientale della Malesia si trova Tioman, un’isola ricoperta in gran parte da una fitta vegetazione. La sua posizione nel Mar Cinese Meridionale e la presenza di numerose aree naturali ne fanno una destinazione particolarmente interessante per chi cerca mete tropicali lontane dalle grandi località turistiche.

Sul versante orientale dell’isola si trova Juara Beach, una lunga distesa di sabbia affacciata su un mare limpido. La spiaggia è circondata dalla foresta e l’atmosfera è semplice e rilassata; non ci sono grandi complessi turistici a dominare il paesaggio e il fascino del luogo sta soprattutto nella natura.

La zona è conosciuta anche per le attività legate alla tutela delle tartarughe marine, che nidificano proprio su questo versante dell’isola. Durante il soggiorno è possibile dedicarsi allo snorkeling, alle immersioni o semplicemente esplorare la costa e i sentieri interni.

Un’avvertenza importante sul periodo: tra novembre e febbraio il monsone di nord-est rende il mare molto agitato. In quei mesi i collegamenti in traghetto vengono ridotti o cancellati e gran parte delle strutture dell’isola chiude. Il periodo consigliato va da marzo a ottobre.

One Foot Island, Aitutaki (Isole Cook)

One Foot Island, Aitutaki

Nel Pacifico meridionale, le Isole Cook custodiscono alcuni dei paesaggi marini più spettacolari del pianeta. Tra questi, quello di Aitutaki è particolarmente suggestivo per la sua enorme laguna turchese, punteggiata da quindici isolotti corallini.

One Foot Island, il cui nome locale è Tapuaetai, è uno dei luoghi più affascinanti dell’intera laguna. La sabbia bianca e finissima contrasta con le diverse tonalità del mare, che passano dal turchese chiarissimo al blu più intenso nei punti profondi.

C’è poi un dettaglio che rende la visita memorabile: sull’isolotto si trova uno degli uffici postali più piccoli del mondo, dove è possibile farsi apporre sul passaporto un timbro a forma di impronta di piede. Ricordati di portarlo con te.

L’isola è molto piccola e si raggiunge in barca, durante le escursioni nella laguna in partenza da Aitutaki. Non ci sono grandi strutture o attrazioni artificiali: il paesaggio è il vero motivo per arrivare fin qui. Il periodo più favorevole va da maggio a ottobre, la stagione più asciutta.

Cayo Jutías (Cuba)

Cuba è una delle grandi destinazioni dei Caraibi, ma oltre alle città storiche e alle località balneari più conosciute esistono angoli in cui il paesaggio conserva un carattere decisamente più selvaggio.

Cayo Jutías, nella provincia di Pinar del Río, è uno di questi: una lunga spiaggia di sabbia chiara, acqua trasparente e vegetazione costiera, con estesi tratti di mangrovie lungo il litorale.

L’elemento più particolare della zona è la presenza di stelle marine nelle acque poco profonde, tanto che il tratto di costa dove si concentrano è noto localmente come Playa de las Estrellas. Per questo Cayo Jutías è apprezzata soprattutto da chi ama lo snorkeling e vuole osservare da vicino la vita marina.

Nonostante il nome, non serve una barca: il cayo è collegato alla terraferma da una strada rialzata e si raggiunge comodamente in giornata da Viñales, a circa 65 chilometri. Il periodo migliore coincide con la stagione secca cubana, da novembre ad aprile.

Nosy Iranja (Madagascar)

Il Madagascar è una delle destinazioni più interessanti per chi vuole andare oltre i classici itinerari tropicali. La sua biodiversità e la varietà dei paesaggi lo rendono molto diverso dalle altre isole dell’Oceano Indiano.

Nosy Iranja, Madagascar

A sud di Nosy Be si trova Nosy Iranja, un piccolo arcipelago formato da due isole — Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Kely — collegate da una lunga lingua di sabbia. È proprio questo elemento a rendere il paesaggio così particolare: con la bassa marea la striscia, lunga circa due chilometri, emerge e crea un collegamento naturale tra le due isole. Attenzione però al ritorno della marea, che la sommerge completamente.

Sull’isola maggiore sorge un faro progettato da Gustave Eiffel ed edificato nel 1909, raggiungibile a piedi lungo un sentiero: dall’alto si gode la vista migliore sulla lingua di sabbia e sull’isolotto minore. Le spiagge dell’arcipelago sono inoltre un importante sito di riproduzione delle tartarughe marine.

Per chi viaggia nei mesi estivi europei, il Madagascar settentrionale può essere una scelta interessante: il periodo più asciutto va da aprile a ottobre e offre condizioni favorevoli per esplorare le coste e le isole della regione. Nosy Iranja si raggiunge in circa un’ora e mezza di navigazione da Nosy Be.

Nacpan Beach, Palawan (Filippine)

Palawan è ormai una delle destinazioni più conosciute delle Filippine, ma conserva ancora numerosi angoli in cui è possibile allontanarsi dal turismo più intenso.

Nacpan Beach, una ventina di chilometri a nord di El Nido, è una lunga spiaggia di sabbia dorata e acqua turchese che si estende per circa quattro chilometri. Rispetto alle piccole baie raggiungibili soltanto in barca, questa spiaggia è accessibile anche via terra e può essere visitata facilmente durante un soggiorno nella zona.

Nel punto più meridionale Nacpan si congiunge a un’altra spiaggia, Calitang: dalla collina che le separa si apre la vista sulle cosiddette “spiagge gemelle”, uno dei panorami più fotografati dell’isola.

È una destinazione particolarmente interessante tra dicembre e maggio, quando il clima tende a essere più favorevole.

Anse Source d’Argent, La Digue (Seychelles)

Anse Source d’Argent, La Digue

Le Seychelles sono probabilmente tra le prime destinazioni che vengono in mente quando si parla di paradisi terrestri. Tra le numerose spiagge dell’arcipelago, Anse Source d’Argent, sull’isola di La Digue, occupa un posto speciale.

La sua particolarità sta nei grandi massi di granito che circondano la spiaggia. Le rocce, modellate nel corso del tempo dall’azione del vento e del mare, creano un paesaggio immediatamente riconoscibile. Tra loro si aprono piccole porzioni di sabbia bianca affacciate su acque basse e trasparenti.

La Digue è un’isola da esplorare senza fretta. Le biciclette sono uno dei mezzi più utilizzati per spostarsi e permettono di raggiungere diverse spiagge e punti panoramici attraversando una natura rigogliosa. L’isola si raggiunge in traghetto da Praslin.

Il clima è gradevole tutto l’anno, ma vale la pena informarsi sui venti stagionali e sull’orario delle maree: con la marea bassa la spiaggia si apre molto di più ed è nettamente più fotogenica.

☕ Da sapere prima di prenotare

  • I mesi estivi europei non sono sempre i migliori. Nei tropici le stagioni non seguono il nostro calendario: in alcune regioni luglio e agosto coincidono con la stagione delle piogge.
  • Alcune isole chiudono davvero. A Tioman, tra novembre e febbraio, traghetti e strutture sospendono il servizio. Verifica sempre che la destinazione sia operativa nelle tue date.
  • Le maree cambiano il paesaggio. A Nosy Iranja la lingua di sabbia esiste solo con la bassa marea; ad Anse Source d’Argent la spiaggia si allarga sensibilmente.
  • Non esiste la destinazione perfetta per tutti. C’è chi cerca il massimo isolamento e chi preferisce avere ristoranti, escursioni e servizi a portata di mano.
  • Organizza anche la partenza. Per un volo intercontinentale con auto lasciata per giorni, prenotare in anticipo il parcheggio in aeroporto conviene sempre.
  • Consulta il sito viaggiaresicuri.it, fonte ufficiale del governo italiani per chi viaggia all’estero.

Come scegliere la spiaggia tropicale giusta

Il bello delle destinazioni tropicali non sta soltanto nel colore del mare. Una spiaggia può diventare speciale per il paesaggio che la circonda, per la sensazione di isolamento, per la possibilità di incontrare una natura ancora intatta o semplicemente per il modo in cui riesce a far rallentare il ritmo delle giornate.

Prima di prenotare vale la pena verificare il clima della destinazione specifica, senza affidarsi all’idea generale di “vacanza tropicale“, e farsi un’idea realistica dei costi: abbiamo raccolto qualche riferimento negli approfondimenti su quanto costa andare alle Maldive e su quanto costa un viaggio in Polinesia francese. Se invece stai pensando a una fuga al caldo nel periodo natalizio, trovi altre idee tra le destinazioni per le vacanze di Natale al caldo; per un’alternativa più vicina e più economica, dai un’occhiata alle isole greche economiche.

Per chi parte dall’Italia, infine, una parte importante dell’organizzazione riguarda il viaggio verso l’aeroporto. Quando il volo parte presto al mattino o quando si deve lasciare l’auto per diversi giorni, prenotare in anticipo un parcheggio rende la partenza molto più semplice.

✈ I voli per i tropici partono da qui

Le rotte intercontinentali verso Asia, Oceano Indiano, Caraibi e Pacifico partono quasi sempre da Roma Fiumicino o Milano Malpensa. Prenotando il posto auto in anticipo blocchi il prezzo per tutta la durata del viaggio, con cancellazione gratuita: molto più conveniente della sosta lunga decisa all’ultimo momento.

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Domande frequenti sulle spiagge tropicali

Qual è il periodo migliore per visitare le spiagge tropicali?

Non esiste un periodo valido per tutte le destinazioni. Nei tropici le stagioni non seguono il calendario europeo: in Thailandia e ai Caraibi la stagione secca va indicativamente da novembre ad aprile, mentre in Madagascar settentrionale e nel Pacifico meridionale i mesi più asciutti sono quelli tra aprile e ottobre. Alcune isole, come Tioman in Malesia, sospendono quasi del tutto i servizi durante il monsone. Verifica sempre le condizioni della destinazione specifica prima di prenotare.

Quali di queste spiagge tropicali sono più facili da raggiungere?

Le più accessibili sono Cayo Jutías, collegata alla terraferma da una strada rialzata e raggiungibile in giornata da Viñales, e Nacpan Beach, che dista una ventina di chilometri da El Nido e si raggiunge via terra. Le più impegnative sono One Foot Island, che richiede un volo per Aitutaki e poi un’escursione in barca, e Nosy Iranja, a circa un’ora e mezza di navigazione da Nosy Be.

Quanto costa un viaggio verso una destinazione tropicale?

Dipende moltissimo dalla meta, dal periodo e dal tipo di sistemazione. Per farti un’idea concreta puoi partire dai nostri approfondimenti su quanto costa andare alle Maldive e su quanto costa un viaggio in Polinesia francese: sono due riferimenti utili per capire come si compone il budget di un viaggio a lungo raggio.

Dove lasciare l’auto se parto per un viaggio intercontinentale?

La maggior parte dei voli intercontinentali dall’Italia parte da Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Per soste di più giorni conviene prenotare il posto auto online in anticipo: si blocca la tariffa, si sceglie tra struttura coperta o scoperta, navetta gratuita o Car Valet, e si evita di cercare parcheggio con i bagagli il giorno della partenza. Su ParkingMyCar puoi confrontare le soluzioni disponibili per Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Questo articolo è stato redatto dalla redazione di ParkingMyCar con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale generativa, impiegati per ricerca documentale, stesura e revisione delle bozze. I contenuti sono stati verificati nel merito, integrati e approvati da un redattore umano, che ne assume la piena responsabilità editoriale. Le immagini generate o modificate con IA sono contrassegnate singolarmente in didascalia.